Le Serate PEC

Giovedì 2 marzo scorso, presso la Sala dell’Oratorio Beata Panacea di Ghemme si è tenuto il primo degli incontri organizzati da
PEC Progetto Educativo Cinofilo asd in collaborazione con Newpharma Parafarmacia con relatrice la dott.ssa Francesca Agabio medico veterinario omeopata.

L’argomento della prima serata dal titolo “Cosa mangi? Alimentazione dei nostri animali” ci ha portato a conoscere l’alimentazione dei nostri animali da compagnia. Con particolare attenzione all’alimentazione di cane e gatto.

La dott.ssa Agabio ci ha accompagnati in una chiacchierata a 360° sul cibo dedicato agli animali parlandoci di come etologicamente si sono evoluti questi due predatori, come predano, come masticano, come digeriscono, di come sono formate le loro mandibole e il loro stomaco.

La veterinaria ha evidenziato la differenza tra cibo prodotto industrialmente, cibo cucinato in casa e dieta a base di alimenti crudi (B.A.R.F. Bones and Raw Food).
Cane e gatto sono predatori, quindi etologicamente parlando cacciano e mangiano carne cruda fresca.
Il cane è più opportunista, quindi non disdegna carogne o avanzi di cibo umano. Il gatto invece è un carnivoro puro. Le sue necessità alimentari sono quindi molto più specifiche.

Da qui si è aperto un breve discorso sulle patologie riscontrate negli ultimi anni riguardo la salute del mitico felino. Molti i casi di tumori intestinali, diabete, allergie ed intolleranze, dermatiti, problemi del comportamento.

Ma perché accade ciò? La risposta la troviamo negli ingredienti descritti sulle etichette dei mangimi industriali, nello specifico il mangime secco o crocchette. Se un’etichetta riporta nei primi cinque/sei ingredienti alimenti come cereali (mais, riso, grano…) per una percentuale che copre il 30-40 % del totale degli ingredienti, e solo una percentuale del 10-20% di proteine (carne o pesce) diventa facile capire cosa mangiano degli animali notoriamente predatori.

Troppi cerali. Soprattutto il gatto come detto sopra.

Un buon mangime industriale (che parliamoci chiaro è comodo per noi umani da somministrare al nostro pet, veloce e completo), deve contenere carne (fresca o disidratata) per circa il 20-30%, grasso di carne, può contenere carboidrati (come patate, barbabietole), semi vari che contengono Omega 3 e 6. Non dovrebbe contenere cereali.

Ampio spazio è stato dato all’alimentazione chiamata “casalinga”, più impegnativa da preparare da parte del proprietario soprattutto se ci sono più animali in casa. In questo caso la dieta deve rispettare il singolo soggetto preso in esame per età, taglia, attività fisica, problematiche legate ad intolleranze, se in gravidanza, se in sovrappeso e così via.
E’ importante in questo caso non fare da sé ma chiedere una dieta specifica ad un esperto.

Possiamo però dire che come tipo di alimentazione si avvicina molto a quella naturale del cane, o del gatto, la quantità di carne da somministrare è più alta, ma vanno aggiunte frutta, verdure e carboidrati in misura di percentuale presa dal peso del cane (o gatto).

La dieta a base di alimenti crudi B.A.R.F. (tradotto significa ossa e carne cruda), infine è la più simile a quella che i nostri animali seguirebbero se fossero liberi in natura.
Anche in questo caso è bene farsi seguire da un nutrizionista esperto. La difficoltà in questa dieta sta nello stoccaggio della carne, in quanto va abbattuta in freezer e poi scongelata per essere somministrata. E’ più complesso abituare i gatti a questa dieta rispetto ai cani, ma i risultati sono incredibili, sotto ogni punto di vista della loro salute.

Sia nell’alimentazione casalinga che nella B.A.R.F. già nel primo mese si vedono cambiamenti radicali sulla saluti del pet, ad esempio si nota un abbassamento sensibile del tartaro sui denti, il pelo diventa lucido, le feci non sono più così abbondanti e puzzolenti rispetto alla dieta industriale.

Molti problemi comportamentali vengono risolti anche grazie a queste due diete, perché sono etologicamente più corrette, sono più appaganti e non contenendo troppi elementi sensibilizzanti vengono digerite più facilmente evitando di provocare fastidi all’intestino dei nostri animali.
Ippocrate diceva: “ fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina il tuo cibo…”


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